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L’Alta Corte di Londra High Court of Justice, Queen’s bench division, commercial court, in persona del Giudice Mr. Justice Paul Walker, ha reso noto ieri 25/06/2015, l’esito della causa 1456 Folio 2010 attinente sei interest rate swap sottoscritti a far data dal 2002 tra l’Ente locale toscano dichiarandone la nullità per violazione dell’art. 30 del Testo Unico della Finanza.

La sentenza costituisce la prima sentenza di merito favorevole ad un Ente locale italiano nel contenzioso su strumenti finanziari derivati negoziati sulla base di ISDA Master Agreements e conferma che, ricorrendo date condizioni, le relative transazioni soggiacciono al rispetto della disciplina normativa interna di cui al TUF ed ai regolamenti attuativi Consob.

 

Gli avvocati del network legale Axiis, nelle persone di Luca Zamagni coadiuvato da Matteo Acciari, e con il supporto di Federico Gambini e Giovanni Cedrini, hanno assistito i legali inglesi incaricati della difesa giudiziale del Comune quali consulenti in tema di diritto finanziario italiano, rivelatosi l'aspetto decisivo della causa.   

Con sentenza n. 13555/2015 il Tribunale di Roma ha definito in primo grado la causa intentata da una cliente di una primaria compagnia assicurativa che si era vista disconoscere da quest'ultima polizze vita per un valore complessivo prossimo a 1,3 milioni di Euro perché non registrate dal proprio agente. 

 

La sentenza rappresenta un importante pronnciamento reso in accoglimento della respoonsabilità ex art. 2049 cod. civ. nel recente passato oggetto di alterno apprezzamento dal Tribunale di Roma.

Con sentenza del 20 novembre 2014 il Tribunale di Venezia accoglie la domanda di annullamento di un investimento in bonds Lehman Brothers avanzata da alcuni obbligazionisti, ritenenedo viziato l’ordine d’investimento per errore, essenziale e riconoscibile da parte della banca, del febbraio 2008.

Il Tribunale ritiene circostanza decisiva il fatto che la banca, che deteneva uno stock di titoli Lehman, consapevole della progressiva (e non recente) caduta del loro apprezzamento sul mercato, segnale da solo di rischio elevato, lasciò che l’investitore, ingolosito dal migliore rendimento, disinvestisse i titoli già in suo portafoglio per investire l’intera somma (contro la prudenza che consiglia investimenti differenziati) in Lehman Brothers.


Con la sentenza 2359 del 7/07/2014 il Tribunale di Bologna, IV sez. civile, accoglie la domanda di risoluzione di un negozio di investimento del Febbraio 2008 in obbligazioni emesse dalla Lehman Brothers Inc. promossa da una cliente al dettaglio accertando la responsabilità dell’intermediario finanziario. Il giudice felsineo ritiene violati gli obblighi di informazione attiva e passiva gravanti sull’intermediario che non aveva reso alla risparmiatrice alcuna informazione di rischiosità dell’operazione che si realizzava il 22.02.2008. Al riguardo il Tribunale di Bologna sceglie di non trincerarsi dietro il mero dato formale del rating di piena solvibilità in quel momento attribuito all’emittente, per rilevare che anche solo dal prospetto informativo che ha accompagnato la emissione della obbligazione trattata emergeva che il titolo presentasse una serie di rischi significativi correlati alle caratteristiche dell’emittente “che si erano manifestati già dalla fine del 2006”. 

Scarica l'intervista all'Avv. Luca Zamagni - Axiis pubblicata su "Il Fatto Quotidiano"

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